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Lettera

Buongiorno,

Sono un lettore, solo occasionale purtroppo per il tempo tiranno, di Antonio Tabucchi, come del resto e purtroppo di molti altri. La letteratura è un grande amore che cerco di coltivare più che posso occupandomi (così si dice) per vivere di altre cose. Ho apprezzato tutto di quello che ho letto, anche se poco (Sostiene Pereira, Tristano muore, Il tempo invecchia in fretta) e mi prometto sempre di approfondire letture e conoscenza della sua opera. Un grazie particolare per avermi, per avere a tutti noi italiani fatto conoscere Fernando Pessoa e un mio particolare ringraziamento per avermi fatto innamorare di Lisbona, che ho fra l'altro visitato di recente. Di questo ho scritto su un blog di viaggi e mi piace poter condividere questo scritto con coloro che in qualche modo custodiscono la memoria di questa persona che so ha profondamente amato questa città. Vuole essere questa mia una qualche forma di gratitudine senza alcuna pretesa letteraria. Non so quindi se è una cosa sensata il fatto di inviarvi questa cosa, anche se all'interno c'è un riferimento ad Antonio Tabucchi. Posso solo dire, ripeto conoscendo solo parzialmente l'opera del mio conterraneo (nel senso di Toscano), che si sente eccome oggi la mancanza di personalità letterarie (immagino anche umane) quali quelle dello scrittore Vecchianese. Qualcuno diceva che i grandi scrittori sono quelle menti che viene la voglia di frequentare ed io aggiungo banalmente che i grandi scrittori non muoiono mai.

Grazie di tutto ed i miei più cordiali saluti.

Simone Bachechi

 

 

Se mi chiedono perché amo Lisbona posso rispondere in tanti modi
La amo perché mi piace pensare che appartiene al "povo" (popolo) portoghese fattosi regno circa mille anni fa, già soggiogato a Celti, Visigoti come parte della propria anima, i Fenici ancor prima e che riunitosi sotto una corona nel 1.200 circa ha dovuto scavarsi la sua enclave in questo lembo di terra all'estremità dell' Europa, oppresso ad est dalla grande potenza colonizzatrice e sanguinaria di Castiglia e della Spagna ed abbia avuto ancora la lungimiranza ed il coraggio di guardare oltre i propri confini ed orizzonti e cercare ad ovest nel vasto ignoto Oceano lo sbocco alle proprie aspirazioni, alla propria vita, alla propria curiosità, alla propria ricchezza, una vita altrove.
La amo perchè tutta la riva del Tago presso Lisbona forma questo mare grigiastro a forma di conchiglia che mare ancora non è e per tutti quei gradini che dalle coste e dalle banchine dei moli, lenti e morbidi scivolano dentro l'acqua, pudichi e dolci come per non farsi accorgere che è acqua quella che circonda tutta la città.
La amo per quella brezza che alcune volte arriva dal mare, oltre Belèm, fino ai primi quartieri della Baixa e già si possono assaporare le isole lontane, ancora territorio portoghese.
La amo al tramonto con il disco arancio enorme del sole che si tuffa nell' Oceano.
La amo per le note struggenti del Fado nei vicoli di Alfama e di Madragoa.
La amo perché penso a tutti i viaggi che vi ha fatto Tabucchi e che mai anche lui abbia fatto un volo diretto da Pisa come me (lui che è di Vecchiano, proprio ad un tiro di schioppo dall'aeroporto di Pisa), ma forse ai suoi tempi non c'erano itinerari così comodi.
La amo perché sembra di stare nel mondo, in America Latina, in un posto che è Europa ma non lo è già più.
La amo perché è la città di Pessoa e di Saramago
La amo perché il tassista che mi ha accompagnato all'aeroporto ascoltava gli Stereophonics (I wanna get lost with you per essere precisi) e perché è bello sapere che in un altro luogo del mondo amano la stessa musica che ami tu.
La amo perché è lo stesso tassista che mi aveva accompagnato la sera prima all'Alfama e mi aveva proposto con il suo parlare cadenzato, ricco, musicale, netto e preciso di portarmi in giro per un tour di 4 ore a 120,00 Euro. Aveva scandito bene con un tipico tono portoghese che chi non lo conosce lo direbbe intimidatorio: Sintra, Cabo Da Roca, Cascais ed una quarta città che non ricordo e che forse si è persa nell'Oceano insieme alla zattera di Saramago.
La amo perché amo la lingua portoghese.
La amo perché nelle strade dell Alfama i bambini giocano a calcio nei cantucci, le donne si chiamano dalle finestre urlandosi addosso mentre stendono il bucato e gli uomini ti guardano come chi da un altro mondo ha ormai capito tutto.
La amo perché sei in una metropoli, ma ti sembra di stare in un piccolo paese.
Amo Lisbona perché ti può capitare di imbatterti passeggiando da flaneur in un qualche fumoso locale pieno di azulejos e sbirciando dentro puoi trovare un intera filarmonica di trenta-quaranta elementi impeccabili nelle loro giacche e panciotti neri e classici seduti a tavola davanti a solide brocche di vino rosso del Douro che cantano e suonano a tutta manetta sorridendo un canto popolare portoghese o forse proprio l'inno nazionale tanto l'unica cosa che ti rimane è la parola finale ed il potente accorto che fa "Portugal".
La amo perché nelle sere di maggio all'Alfama con la leggera brezza dell'Atlantico e la luna che nasce bassa da Montijo immagini gli spazi riarsi ed i campi di grano e di profumi dell Alentejo.
La amo perché le donne portoghesi che in qualche trattoria dell Alfama dopo il turno del pranzo si siedono in veranda pulendo sardine e aprendo caciotte sono un concentrato di ruvidezza, rabbia e dolcezza mediterranea.
La amo perché non ti sembra fino in fondo di stare al mare e poi invece se ti allontani anche di poco dal centro, da Baixa, da Chiado e ti dirigi con il tram 15 fino a Belèm, ecco che lo assapori davvero mentre pigola dietro l'angolo visuale del "monumento dos descobrimentos" ed i gabbiani che ti volteggiano sopra e stridono fino dentro il chiostro del "Moisteiro de Jeronimos" ti ricordano che Lisbona è una città marinara.
Amo Lisbona perché è veramente "a cidade da luz" una luce bianca e calda che si specchia nel Tago e si diffonde ovunque inerpicandosi su colli ed i costoni.
Amo Lisbona, al tramonto, la mattina, la notte, sempre, con quelle sue pietre acciottolate e sconnesse, con tutto il piastrellato di piazze e marciapiedi.
Amo Lisbona perchè dalla Stazione di Rossio quella dove fu assassinato l' ultimo presidente della libera repubblica del Portogallo prima di Salazar, partono i treni per Sintra e dalla stazione di Oriente per Evora e per il grande nord fino su a Porto che dovrò scoprire nel mio prossimo viaggio in Portogallo se è veramente come dicono una sua sorella minore.
Amo Lisbona perché è un luogo e un luogo è come una persona, va vissuta per assaporarne l'anima, amo l'anima di Lisbona.
Amo Lisbona perchè penso se ci venissi a vivere la prima cosa che farei, come dovrebbe fare chiunque, strategicamente sarebbe quello di trovarmi un lavoro in un Bistrò, o in una Tasca di Bairro Alto, oppure in una Pastelaria e nel tempo libero andrei a scuola per imparare il portoghese.
Amo Lisbona perché è la città della tolleranza, lo vedi lo assapori camminando per le strade, nella metro, il meticciato che trovi ovunque e diventa una parte di te, Angolani Caboverdiani con l'allure per il respiro portoghese che portoghese non è perché questa è una città multirazza dove tutti dialogano e si prendono per mano.
Amo Lisbona per le sue donne, bellissime, creole, Angolane, Mozambicane, meticcie e pur così vere portoghesi, diremmo noi integrate, ma non sarebbe rendere giustizia a quello che è vivere a Lisbona, essere ovunque in un posto diverso.
Amo Lisbona per la Ginja
Amo Lisbona per gli odori ed i sapori che sprigionano dalle case bianche calce dei quartieri popolari dove davanti alle porte all'ora di pranzo qualche vecchio con la faccia scavata color cuoio prepara la griglia per le sardine.
Amo Lisbona per il mistero che ancora contiene.
Amo Lisbona perché a Martin Moniz e Rossio dove giovani dall' apparenza inoffensiva ti chiedono se vuoi hashish o marjuana e se te gentilmente declini l'offerta loro altrettanto gentilmente ed inoffensivamente ti lasciano in pace.
Amo Lisbona per la splendida hostess che ho incontrato sul volo di ritorno e che mi immagino mi guiderà nel percorso inverso insieme a lei nella città da Luz e lì' staremo insieme io e lei, per sempre.
Amo Lisbona perché in Praca do Comercio, proprio al suo centro lungo la riva del Tago ci sono ancora due colonne monumentali che simboleggiano la porta di accesso della città e dove venivano scaricate merci e spezie che arrivavano da tutto il mondo e che hanno fatto la ricchezza del Portogallo.
Amo Lisbona perché mi piace immaginare ancora Pessoa in Rua dos Douradores a fare l'aiuto contabile come tanti ancora lo fanno nelle varie agenzie marittime e uffici di commercio nelle varie strade di Baixa, come a Praga ci deve ancora essere un qualche signor K che fa l'agrimensore.
La amo perché sa di Arabo e sa di India, e sa di Africa e sa di Asia.
Amo Lisbona perché quando arrivi dall' aereo sorvolando la costa oceanica la vedi apparire come un miraggio sbirciando dal finestrino come una mezzaluna magica appoggiata alla fonda.
La amo perché immagino che da qui partirò per le Azzorre.
Amo Lisbona perché sono le persone il sale della terra, in ogni luogo e mi ricorderò che se un giorno vi tornerò di fare visita a quella minuscola birreria fra Castelo e Graca dove arrivai all' ora di chiusura e i due proprietari Victor e Paulo mi invitarono ad entrare e scambiammo alcune battute sul governo, sull' ecologia, sul Benfica, sulle donne mentre io sorseggiavo la birra rossa artigianale che loro mi avevano offerto mentre loro piluccavano in comune da un vassoio del baccalà bollito spiegandomi che da loro era come da noi la pizza.
Amo Lisbona perché anche Lisbona ha una sua dignità regale e ci sono i Lisboneti, i borghesi ed i figli delle aristocrazie che vivono in bei palazzi con porcellane e boiserie ed hanno la loro alta considerazione e rituali da seguire come tutte le aristocrazie.
Amo Lisbona perché al Bairro altro sembra di stare a Rio de Janeiro, o a La Paz o a Buenos Aires.
Amo Lisbona perché quando mi trovo all aeroporto e leggo sul display delle partenze nomi come Terceira, Madeira, Funchal, penso che potrò fare anche io parte del grande Portogallo e fare le mie esplorazioni e che magari in un isola nel bel mezzo dell' Oceano potrei vivere libero e felice.
Amo Lisbona perchè vi hanno fatto una rivoluzione e l' hanno chiamata dei garofani e sono stati capaci di non spargere una goccia di sangue.
Amo Lisbona perché amo il fado che è nato dicono sulle caravelle degli esploratori che piangevano la loro lontananza dalla terra e dalla donna amata e a sua volta la donna amata piangeva il suo uomo lontano nell' ignoto immenso Oceano.
Amo Lisbona perché quelli che a Londra sarebbero chiamati i dock ora riconvertiti a locali e terziarizzati qui sono i vecchi depositi di baccalà che sorgono lungo le rive del Tago e che la notte si tingono di mille colori e rumori per intrattenere la gioventù lisboneta fra concerti di musica dal vivo, spettacoli di burlesque ed improvvisazioni teatrali.
Amo Lisbona ed i suoi contabili, ingegneri con cappotti e bombette per Rua Augusta, alacremente presi nei loro affari e commerci nel bel mezzo del giorno e che si spostano da un ufficio ad un altro sgranocchiando per strada dei Pastel de Bacalhau.
Amo Lisbona perché le persone che la abitano sono rimaste un po' quelle che eravamo noi cinquanta o sessanta anni fa, nei modi, negli atteggiamenti, lo vedi anche dall abbigliamento essenziale, si direbbe demodè, eppure rigoroso e dignitoso.
Amo Lisbona perché è fintamente monumentale e sembra voler dissimulare la sua antica gloria.
Amo Lisbona per i suoi Miraudores, terrazze naturali ombreggiate con panorami da assaporare insieme a chi si ama.
Amo Lisbona per le sue mercerie vintage dove ancora si fanno cappelli su misura e si vendono nastri, bottoni e rocchetti di filo.
Amo Lisbona per la sua cucina di pesce freschissimo e prelibato.
Amo Lisbona per i suoi ragazzi, adolescenti seriosi, con quei visi quasi malinconici e l'aria impettita e corruscata senza tutti i vezzi, i vizi e le chincagliere di noi cosiddetti europei.
La amo per le decorazioni in legno dei bar storici e classicheggianti.
Amo Lisbona per la sua cattedrale, la Sè (Sede Episcopal dicono gli iberici) con i suoi due enormi frontoni piantati ben saldi dentro la gobba di un minicolle del colle di Alfama, dove si dice sotto vi fosse una necropoli Visigota.
Amo Lisbona perché a dispetto del lato turistico della cosa nella quale si è trasformato il Fado è bello vedere nelle stradine dell' Alfama i fadistas all'ora di cena che nei loro elegantissimi completi scuri e le donne avvolte in ampi scialli neri con le trine che corrono da un locale all' altro negli intermezzi fra le portate nei vari ristoranti dei suoi vicoli.
Amo Lisbona perchè oltre Cais do Sodrè lungo Il Tago in direzione del ponte 25 Avril sorge un piccolo quartiere chiamato Santos che ha anche una piccola stazione ferroviaria e che questo quartiere penso abbia dato il nome al più grande e famoso porto del Brasile.
Amo Lisbona perché i portoghesi in quanto latini non parlano bene l'inglese eppure si sforzano ed il loro accento appare affettato quando non comico.
Amo Lisbona perché non voglio che rimanga solo un ricordo che svanisce e per questo ne ho scritto.
Amo Lisbona perché dicono che chi vi è stato una volta vi ritornerà.

 

 

Pubblicato il 2 settembre 2016

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Il progetto

Pereira, la BD de Bellevue

Quelques mots pour présenter le projet.

Conformément aux dispositions ministérielles (cf. BO Spécial n° 5 du 17 juin 2010 et BO n° 46 du 16 décembre 2010) le programme de 1ère ESABAC comprend la lecture d'une œuvre dans sa version intégrale. La classe de 1ère ESABAC du lycée Bellevue du Mans a donc travaillé cette année sur Sostiene Pereira, d'Antonio Tabucchi. Je pourrais justifier ce choix au nom de considérations d'ordre linguistique, mais je ne voudrais pas passer au second plan l'amour que je porte pour les livres d'Antonio Tabucchi et pour celui-ci en particulier.
Sostiene Pereira est en effet un roman existentialiste et «engagé». La lecture «militante» de ce roman a été surdéterminée par le contexte particulier de sa sortie en Italie. Il n'empêche que le livre légitime cette interprétation, à condition d'y reconnaitre l'histoire de l'éveil d'une âme à une prise de conscience, à travers le filtre du témoignage. En ce sens, son «engagement» dépasse les étiquettes. L' «Io egemone», dont il est question dans le livre, amène Pereira à retrouver son esprit critique, à travers un parcours marqué par l'amour et par la littérature. Je voulais que mes élèves s'engagent aussi sur ce même parcours. C'était une manière de transmettre le message d'un écrivain que j'ai eu la chance d'écouter plusieurs fois directement et qui a été aussi, je le crois, un grand enseignant.
Notre itinéraire de lecture ne s'est donc pas seulement concentré sur la dimension politique (à l'intérieur et à l'extérieur du roman), mais aussi sur le jeu d'équilibre et de détermination des espaces et des échanges. Ce personnage de Pereira, qui évoluait dans ses multiples labyrinthes (Lisbonne, la littérature, ses propres souvenirs, ses rencontres, ses rêves), sans trop savoir le pourquoi de ses actions (d'où une recherche spécifique sur le rapport entre «casualità» et «causailtà»), m'intriguait. J'ai demandé aux élèves de partir à sa recherche. Les résultats de cette analyse sont présentés par deux PPT (Axelle Loyau a travaillé sur «espaces et échanges» ; Léa Cœur-Joly sur la politique).
En outre, le fruit de cette quête a été une bande dessinée. Alors que toute la classe a travaillé sur l'écriture du texte des bulles, Floriane Boulanger, une élève particulièrement douée pour le dessin, a donné un corps à «notre» Pereira. Je tiens à préciser à ce propos que les élèves, pendant cette phase du travail, ne connaissaient pas le film que Roberto Faenza a tiré de ce roman. Je voulais que leur imagination repose uniquement sur les pages écrites par Tabucchi. C'est seulement à la fin de notre séquence que nous en avons vu, tous ensemble, la scène initiale.
A la fin de cette aventure, je partage avec mes élèves le sentiment d'une découverte et la grande satisfaction de pouvoir présenter leur travail sur ce site. J'en suis heureux. Je tiens à remercier pour cela Nicole Chatard, qui a soigné l'aspect technique de la publication de notre page sur ce site ; je suis reconnaissant à Anna Dolfi, qui a été mon professeur à l'université de Florence, qui m'a initié à l'univers de Tabucchi et qui a suivi avec intérêt cette expérience; un remerciement chaleureux, enfin, à Maria-José de Lancastre, qui a accepté avec enthousiasme d'ouvrir cette porte aux élèves.

Germano Pallini
(professeur d'italien au lycée Bellevue du Mans)

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Pereira, la bd de Bellevue

 

pagina 1

 

 

pagina 2

 

«Pereira, la BD de Bellevue» è un esperimento didattico condotto dalla classe di 1ère ESABAC del liceo Bellevue di Le Mans, in Francia.

La sezione binazionale ESABAC prepara studenti particolarmente motivati al doppio esame di maturità, francese e italiano. Il programma specifico di questa sezione prevede almeno due letture integrali nel corso del biennio finale (classi di «Première » e «Terminale»). La scelta delle opere è lasciata alla discrezione del docente. Sostiene Pereira mi è sembrato un libro particolarmente adatto, e non solo per ragioni linguistiche.
Sostiene Pereira è, in effetti, un romanzo esistenzialista e «impegnato». La lettura «militante» di questo romanzo è stata talvolta esasperata dal particolare contesto della sua pubblicazione in Italia. Nondimeno, il libro legittima una lettura politica, a condizione di riconoscervi la storia del risveglio di un'anima a una presa di coscienza, attraverso il filtro della testimonianza. In questo senso, l'«impegno» di Pereira va ben oltre le etichette che gli si sono volute affibbiare (come quella di «romanzo brezneviano »).

Il nostro itinerario di lettura non si è dunque fermato alla sola dimensione politica (all'interno e all'esterno del romanzo), ma ha cercato di sondare il gioco di equilibrio tra spazi e scambi nella narrazione. Pereira è infatti un personaggio alle prese con molteplici labirinti: Lisbona, la letteratura, i ricordi, gli incontri, i sogni. Il filo delle sue azioni si dipana per cause che gli sfuggono. Anzi, queste azioni sono per lo più dovute al caso. Di qui, è nato uno studio specifico sul rapporto tra «casualità» e «causalità», ben messo in luce dal PPT di Axelle Loyau.
Inoltre, il lavoro di analisi si è trasformato in riscrittura creativa, con l'elaborazione di un fumetto, disegnato da Floriane Boulanger (con il concorso dell'intera classe per la definizione dello scenario). Per lasciar libero corso all'immaginazione, ho preferito aspettare la fine del lavoro prima di mostrare agli studenti qualche scena tratta dal film che Roberto Faenza ha tratto dal libro. Non volevo che la straordinaria presenza di Marcello Mastroianni si imponesse troppo presto.

Alla fine di questa avventura, condivido con i ragazzi il sentimento di una scoperta e la grande soddisfazione di poter presentare il loro lavoro su questo sito.
Tengo a ringraziare per questo Nicole Chatard, che si è occupata dell'aspetto tecnico della pubblicazione. Sono riconoscente a Anna Dolfi, che è stata mia professoressa all'università di Firenze, cui devo molto nell'amore che porto a Tabucchi, e che ha seguito con interesse questo esperimento. Un ringraziamento caloroso, infine, a Maria-José de Lancastre, che ha accettato con entusiasmo di aprire questa porta agli studenti.

Germano Pallini
(professore di Italiano al liceo Bellevue di Le Mans)

 

La classe de 1ère ESABAC du lycée Bellevue (2015/2016)

la classe

 

 

De gauche à droite: Arthur Carré (alias: Valentino!), Sylvain Obinu, Floriane Boulanger, Julie Tessier, Khawla El Mahi, Jeanne Garier, Axelle Loyau, Emy Dubois, Léa Cœur-Joly, Angèle Foret.

 

 

 

Commenti su Pereira

Mi è piaciuto leggere Sostiene Pereira perchè mi è piaciuto l'ambiente del romanzo. Ho trovato i personaggi commuoventi e il protagonista, con la sua mutevolezza attraverso il romanzo, davvero fascinante. Mi sono piaciuti i personaggi di Monteiro Rossi e Marta per la lotta loro con il loro idealismo politico. Hanno portato una visione giovane e politica del contesto nel e del libro. Hanno iniziato nuove riflessioni da parte di Pereira. Mi è anche piacciuto la forma del libro come testimonianza. Tutto questo per dire che ho veramente apprezzato la lettura di Sostiene Pereira! (Floriane BOULANGER)

Dò il mio avviso su "Sostiene Pereira" di Antonio TABUCCHI: "Sostiene Pereira" è un libro che mi è piaciuto. Antonio Tabucchi ci divulga un uomo, Pereira, che conduce una vita tranquilla nonostante il regime che c'era nel 1938 nel Portogallo. Un uomo che non si immischia della politica mentre lui è giornalista. E man mano, quest'uomo emerge e attacca il regime salazarista grazie ai consigli di amici e delle personne che incontra. Il personaggio di Pereira è molto avvincente, di piu lo stile di scrittura di Tabucchi dà una lettura fluida del romanzo. (Sylvain OBINU)

Sono rimasta piacevolmente sorpresa da questo libro, perchè all'inizio quando l'ho letto, non mi è molto piacuto. Mi sembrava troppo descrittivo e un poco noioso. Ma nel studiarlo e approfondendo, ho imparato ad apprezzarlo, in particolare al livello della psicologia dei personaggi. All' inizio si vede un personaggio completamente neutro di fronte alla politica e tutto quello che accade intorno a lui. Poi, in seguito agli incontri di personaggi politicamente impegnati come Marta, Monteiro Rossi, la Signora Delgado o Dottore Cardoso, Pereira cambia. Arriva persino a difendere delle convinzioni che non aveva prima, per esempio, quando nasconde il cugino di Monteiro Rossi e aiuta la resistenza della Spagna. Alla fine, quando i poliziotti che rappresentano il regime Salazarista, uccidono Monteiro Rossi, che considerava come un figlio, Pereira prende coscienza dell'ingiustizia che regna in questo paese e decide di ingannare la censura pubblicando un articolo impegnato contro il regime. Questo personaggio totalmente neutro all'inizio diventa un personaggio impegnato alla fine. E proprio questo cambiamento, questa trasformazione dà un personaggio che mi piace il più a leggere. (Léa Cœur-Joly)

La cosa che ho preferito nel libro Sostiene Pereira è la presenza di differente politiche e dei diversi modi di vita tra i paesi. Mi è piacuto anche la collaborazione di Pereira e di Monteiro Rossi e di vedere che qualcuno può cambiare la maniera di pensare di altre persone. (Julie TESSIER)

La storia di Sostiene Pereira è una storia molto emozionale trovo, rispetto alla situazione nella quale si svolge la storia in Portogallo e per il fatto che si affeziona rapidamente al personaggio principale, perché questo vive in una grande nostalgia in seguito al decesso di sua moglie. Difatti, leggendo questo romanzo, ho provato della pietà per Pereira, probabilmente perché a causa della sua ossessione per la morte, Pereira dimentica di vivere.
L'aspetto del libro su cui abbiamo lavorato che mi è piaciuto molto è "LA POLITICA". Questo studio ci ha permesso di comprendere la politica del Portogallo nel 1938: era un regime autoritario. All'inizio del romanzo, Pereira non ha un parere sulla politica, ma durante questo l'uomo incontra quattro personaggi che lo portano ad opporre alla politica del momento. Ciò che ho trovato interessante era di studiare il contesto politico all'epoca della pubblicazione di questo libro. Difatti abbiamo potuto abbordare le operazioni delle "mani pulite", la ascesa della politica di Berlusconi grazie particolarmente alla chiamata che questo a lanciare alla popolazione italiana.
Ho trovato questo libro molto arricchente, particolarmente vedendo il coraggio di quest'uomo che è cosciente del rischio che prende alla fine della storia pubblicando un articolo sul regime a proposito dell'assassinio del suo amico Rossi, grazie alla sua strategia di ingannare il tipografo, dicendogli che la censura ha autorizzato la pubblicazione di questo articolo. (Axelle LOYAU)

 

Presentazione powerpoint su Sostiene Pereira a cura di Axelle Loyau

 

 

 

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Articolo inserito il 3 Giugno 2015

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"la Repubblica"

 [L'Archivio online de "la Repubblica" inizia dal 1984].

 

- Isole, 05/08/1983. [racconto che ricompare in Piccoli equivoci senza importanza, Milano, Feltrinelli, 1985]

- Frati, roghi e mongolfiere, 15/06/1984. [su José Saramago, Memoriale del convento, traduzione di Rita Desti e Carmen Maria Radulet, Milano, Feltrinelli, 1984]

- I treni che vanno a Madras, 19/08/1984. [racconto che ricompare in Piccoli equivoci senza importanza].

- Mistero indiano, 11/11/1984. [sulle rappresentazioni letterarie dell'India].

- Attenti a quell'altro, 02/12/1984.

- È morto Vicente Aleixandre, 15/12/ 1984.

- E noi paghiamo per essere ingannati, 26/01/1985.

- Che succede a Marulanda?, 24/02/1985.

- Delitti e lucertole, 21/04/1985. [su José Cardoso Pires, Ballata della spiaggia dei cani, traduzione di Rita Desti, Milano, Feltrinelli, 1985].

- Le ossa di Fernando, 12/06/1985. [sul trasferimento della tomba di Fernando Pessoa]

- Tutto cominciò con gli occhiali, 16/01/1986. [per il cinquantenario della morte di Rudyard Kipling]

- Arriva un personaggio che ha perso l'autore, 08/02/1986. [su José Saramago, L'anno della morte di Ricardo Reis, trad. di Rita Desti, Feltrinelli]

- Il sangue dopo il bacio, 26/03/1986. [su Manuel Puig, Sangue di amor corrisposto, traduzione di Angelo Morino, Torino, Einaudi]

- All'ombra della palma gigante, 17/05/1986. [sugli scrittori latino-americani J. M Arcuedas e J. Guimarães Rosa]

- Borges, il minotauro malinconico, 16/06/1986. [in occasione della morte di Jorge Luis Borges]

- Nella casa di quarzo, 13/11/1986. [su Firmiano Arantes Lana e Luiz Gomes Lana, Il Ventre dell'Universo, a cura di Ernesta Cerulli e Silvano Sabatini, Sellerio]

- Cercando un'ombra in un notturno indiano, 13/12/1989. [colloquio tra Aldo tassone, Antonio Tabucchi, Alain Corneau]

- Io, Tabucchi, sognatore e bugiardo, 22/10/1992. [intervista di Paolo Mauri]

- No, il film non mi ha tradito, 23/09/1993. [intervista di Maria Pia Fusco su Il filo dell'orizzonte di Fernando Lopes]

- Per colpa di Pereira, 17/07/1994. [colloquio di Antonio Tabucchi con Daniela Pasti]

- Il mistero dell'annuncio cifrato, 07/11/1994. [racconto che ricompare in Hugo Pratt, Avevo un appuntamento, edizioni Socrates]

- «Io tradire il Portogallo? È soltanto una battuta», 04/08/1995. [intervista di Massimo Dell'Omo]

- «La prossima volta racconterò Picasso», 05/03/1996. intervista

- Delitto d'opinione, 09/07/1997. [lettera di Giovanni Giudici, Claudio Magris, Antonio Tabucchi in favore di Faradj Sarkouhi]

- L'atletica e i paesi poveri, 10/08/1997. [polemica con Alberto Arbasino]

- «Così col mio ottimismo ho scoperto l'assassino», 24/09/1997. [intervista di Paolo Mauri]

- Tabucchi contro il suo Portogallo, 18/10/1997, [intervista di antonio Gnoli]

- Né contro la Svezia né contro il Portogallo, 19/10/1997.

- la «lettera» di Sergio Romano, 03/02/1998,  [su Sergio Romano, Lettera ad un amico ebreo, Milano, Longanesi, 1997]

- Il tempo è stanco, 05/02/1998. [in occasione della visita di papa Giovanni Paolo II a Cuba]

- «Niente soldi dal Ministero degli Esteri», 30/03/1998. [su un articolo comparso su La repubblica il 28 marzo 1998 col titolo Da Dante a gadda a Calvino tradotti 60 titoli italiani]

- Una proposta irritante, 13/05/1998. [intervista di Enrico Regazzoni]

- Il vizio italiano del revisionismo, 29/06/1998. [intervista di Curzio Maltese]

- Come vivere il male, 24/10/1998. [colloquio tra at e Abraham Bet Yehoshua, reportage di Enrico Franceschini]

- Testimonianze: vite da zingari, 30/03/1999. [anticipazione di Gli zingari e il Rinascimento. Vivere da Rom a Firenze, Milano, Feltrinelli, 1999]

- Sofri: una voce ostinata dal carcere, 24/07/1999. [sull'articolo di Adriano Sofri, Il mio vicino di cella ammalato di Aids, la repubblica, 22 luglio 1999]

- Questa volta ha vinto la minoranza, 01/10/1999. [sul Nobel a Günter Grass]

- Il capro espiatorio, 25/01/2000. [sulla rinnovate condanne a Adriano Sofri, Giorgio Pietrostefani e Ovidio Bompressi nel processo di revisione]

- «Ma un dipendente non è un oggetto», 19/05/2000. [intervista di Riccardo De Gennaro]

- L'eleganza di Firenze tra vestaglie e carcadè, 12/07/2000.

- Nel mondo dei boia, 12/09/2000. [in occasione della condanna a morte di Rocco Derek Barnabei, italoamericano accusato di omicidio]

- Fantasmi d'Italia, 14/05/2001. [intervista di Curzio Maltese]

- Io, prigioniero del mio film, 27/05/2001. [racconto poi raccolto in Autobiografie altrui. Poetiche a posteriori, Milano, Feltrinelli, 2003, con il titolo Labirintite, pp. 73-74]

- Le ragioni dei senza terra, 12/07/2001. [commento al documentario "Senza terra" di Roberto Torelli]

- Il Cavaliere e la civiltà, 02/10/2001. [sulla lettera aperta di Adriano Sofri a Silvio Berlusconi, Lettera sulla civiltà, la repubblica, 28 settembre 2001]

- La coda dei miei libri, 21/03/2002. [intervento poi raccolto in Autobiografie altrui. Poetiche a posteriori, Milano, Feltrinelli, 2003, con iltitolo Futuro anteriore. Una lettera mancante, pp. 103-112].

- Le opinioni sulla guerra tra Strada e Sofri, 18/10/2002.

- Chi chiede agli altri di fare gli eroi, 15/11/2002. [sul caso Sofri]

- La grammatica del vivere, 11/02/2003. [articolo che anticipa la pubblicazione del libro del regista Pedro Almodóvar, parla con lei, presentazione di Antonio Tabucchi, traduzione di Paola Tomasinelli, Torini, Einaudi, 1993].

- Quando la luna illuminava il Novecento, 09/03/2003. [parte introduttiva della prima di un ciclo di lezioni al Collège de France dal titolo "Chiaro di luna. Selenofili e selenofobi nella poesia europea del Novecento"].

- Quella foto misteriosa che valeva un libro intero, 07/05/2003. [anticipazione di Autobiografie altrui. Poetiche a posteriori, Milano, Feltrinelli, 2003, in cui si trova col titolo Storia di un'immagine, pp. 113-122].

- Dopo il Muro, 02/10/2003. [intervento letto in occasione dell'assegnazione del Premio Salento]

- L'inatteso trionfa nel corso dei secoli e segna date che diciamo epocali, 02/10/2003.

- Quel che resta della rivoluzione dei garofani, 21/04/2004.

- Il treno visto da dentro, 21/05/2004. [testo inedito su Tristano muore. Una vita, Milano, feltrinelli, 2004].

- Caro ambasciatore le scrivo che..., 27/02/2005.

- Quei tre giorni di torture, 28/04/2005.

- Le mie isole Azzorre e quelle degli altri, 13/07/2006.

- Ascolta, la voce, di Luciana, 30/08/2008.

- Sfogliando il made in Italy, 04/01/2012.

 

 

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Tutte le notizie

News - Anticipazioni di libri in uscita, mostre, convegni, film e altri contributi

2019

È nata l'Associazione Culturale "Antonio Tabucchi", con sede a Vecchiano, per tutelare e diffondere il patrimonio culturale costituito dalle opere dello scrittore.

Qui il sito web dell'Associazione

 

 

È uscita la nuova edizione de Gli Zingari e il Rinascimento    

Vedi qui la scheda del libro 

 

Sabato 19 ottobre 2019, Vecchiano - Presentazione del libro

qui la locandina

 

 

 

   

  • 6 Maggio 2019 - Firenze, Palazzo Strozzi, Sala Ferri: presentazione del volume delle Opere di Tabucchi nella collana "I Meridiani", Mondadori. 






                                               

  • 27 marzo 2019 - Parigi, incontro Tabucchi et le Portugal, organizzato dalla Fondazione Calouste Gulbenkian.

  • 7-10 aprile 2018. Lisbona, Fundação Gulbenkian. Evento Galassia Tabucchi.

→ Guarda qui i video della manifestazione

Qui il programma.

 

  • 24 marzo 2018, Appuntamento a Vecchiano: Una giornata con Tabucchi.

vedi qui il programma dell'evento.

 

 

  • 9 marzo 2018, Fieramilanocity: Anteprima nazionale del film documentario Se di tutto resta un poco. Sulle tracce di Antonio Tabucchi. 

  • Novembre 2017. Assoluzione per Tabucchi: articolo tratto da "il Fatto Quotidiano".

Assoluzione per Tabucchi

viva Tabucchi!Sabato 16 - domenica 17 settembre 2017, Fondazione Feltrinelli, Milano. Viva Tabucchi! due giorni dedicati a letture, conversazioni e racconti sull'opera di Tabucchi.

 

 

 

 

 

 Agosto 2017. Il numero 10 della rivista "Orlando esplorazioni" è interamente dedicato a Tabucchi.

→ Per informazioni, vai al sito dell'editore qui

 

 

Luglio 2017. È uscito il volume Tabucchi postumo. Da «Per Isabel» all'archivio Tabucchi della Bibliothèque nationale de France, a cura di Thea Rimini.

Qui la locandina

 

 

 

 

Sabato 13 maggio, ore 11, presso il Cinema La Compagnia, via Cavour 50/r - Firenze - per il ciclo del G.P. Vieusseux "Scrittori raccontano scrittori" si terrà l'incontro Andrea Bajani racconta Antonio Tabucchi.

 

 

 

 

12 aprile 2017 - è uscita Duende, raccolta di racconti di Anna Bertini dedicata ad Antonio Tabucchi, con una nota di Athos Bigongiali. Edita da Fusibilia Libri.

21 marzo 2017, Firenze - Anna Dolfi e Riccardo Greco, Elisa Lo Monaco, Moonjung Park, Diego Perucci, Nicola Turi, assieme a un gruppo di giovani fiorentini e all'équipe del Dottor Cardoso ricorderanno Tabucchi e la sua opera presentando il libro Rua da saudade 22. Interviste per Antonio Tabucchi (a cura di Diego Perucci e Riccardo Greco).

→ Qui la locandina dell'evento  

 

 

 

febbraio 2017 - È uscito il volume Rua da Saudade 22. Interviste per Antonio Tabucchi, a cura di Riccardo Greco e Diego Perucci, edito da Vittoria Iguazu Editora. Il volume raccoglie la versione integrale delle interviste effettuate per il documentario omonimo realizzato da dottor Cardoso. 

Calendario delle presentazioni: Firenze, 21 marzo 2017;  Genova, 22 marzo 2017 → Qui il link dell'evento; → Qui la locandina;  Vecchiano (Pisa) 23 marzo 2017 → Qui la locandina dell'evento;  Siena, 24 marzo 2017 → Qui la locandina.

locandina

14-28 novembre e 9 dicembre 2016 - Casa delle Letterature, Roma. Atlante Tabucchi - mostra fotografica - incontri - laboratori.

→  Qui la locandina

 

 

 

 

 

17-28 Agosto 2016, Buenos Aires - Giosefine, spettacolo diretto da Guillermo Heras, tratto dal racconto Lettera da Casablanca (da Il gioco del rovescio).

Qui la locandina

 

 

 

10 maggio 2016 - Utrecht - presentazione del graphic novel di Sostiene Pereira con Marino Magliani e Paolo Di Paolo.

→ Informazioni sull'evento nel sito dell'Università di Utrecht

 

3 - 4 maggio 2016 - Bruxelles (Université Libre de Bruxelles - Istituto Italiano di Cultura): convegno internazionale Tabucchi postumo. Da 'Per Isabel' all'Archivio Tabucchi della Bibliothèque Nationale de France

vedi la locandina

 

 

Tristano muereTristano muore presentato da Irene Rodrigo

→ vai al video in spagnolo sul blog Léeme 

 

 

2 aprile 2016 - Lisbona - Festa do cinema italiano - Proiezione del documentario Rua da saudade 22

 → Maggiori informazioni sul video-documentario sul blog Dottor Cardoso

Mercoledì 23 e giovedì 24 marzo 2016 - a Vecchiano si terranno una serie di appuntamenti dedicati ad Antonio Tabucchi:

qui la locandina degli eventi

→ Valentina Villa, Letture e teatro, Vecchiano ricorda Tabucchi, "Il Tirreno", 12 marzo 2016.

→ Pietro Barghigiani, Il Comune acquista la casa natale di Antonio Tabucchi, "Il Tirreno", 8 marzo 2016.

 

 

 

Sul sito israeliano Maaboret è possibile leggere il racconto I treni che vanno a Madras in italiano, in traduzione ebraica (di Alon Altaras) e in traduzione inglese (di Frances Frenaye). Lo si può anche ascoltare letto in inglese da Jonny Phillips.

→Link al racconto su Maaboret.com qui

 

29 novembre 2015: su "la Repubblica" è uscita un'intervista a Maria José de Lancastre realizzata da Antonio Gnoli.

 

 

Graciosa (Azzorre) 11, 12 e 13 settembre 2015. Leitura encenada Mulher de Porto Pim - Lettura teatralizzata Donna di Porto Pim

Vedi la locandina

Voyageur immobile

31 agosto 2015 - Libreria Todo modo, Firenze: Marino Magliani e Marco D'Aponte hanno presentato la graphic novel di Sostiene Pereira (ed. Tunuè).

 

Exposition 17 avril - 23 mai 2015. António Costa Pinheiro, Le voyageur immobile, Petite Galerie - Librairie Italienne Tour de Babel, Paris

La locandina

venerdì 24 aprile 2015, ore 21:00 Teatro Portaportese, Roma: Venti garofani rossi

con Simona Baldelli – letture, Isabella Mangani – voce, Stefano Donegà – chitarra, Felice Zaccheo – bandolim e chitarra portoghese

Vedi la locandina

 

E finalmente arrivò il settembre20 marzo 2015: su "Internazionale" del 20/26 marzo è contenuto un racconto inedito di Tabucchi, E finalmente arrivò il settembre.

→ Link al racconto in portoghese

Link al sito della casa editrice Feltrinelli, dove è possibile acquistare il racconto in formato e-book.

 

 

marzo 2015: "Una giornata con Tabucchi" in programma a Vecchiano per sabato 28 marzo
2015.    →Vedi la locandina

Tuscania convegno16 gennaio 2015, Tuscania. "Tre Corone Postmoderne": Landolfi, Manganelli, Tabucchi - Convegno Internazionale a cura di E. Di Iorio e F. Zangrilli.

 

dicembre 2014: è uscita la graphic novel di Sostiene Pereira, pubblicata da Tunué, con i testi adattati da Marino Magliani e i disegni di Marco D'Aponte. 

23 settembre - 9 novembre 2014: a Parigi, presso la Bibliothèque Nationale de France si è tenuta la mostra dei documenti dell'Archivio Tabucchi dal titolo Antonio Tabucchi, le fil de l'écriture.

 

 

 

22 maggio 2015, Siena - Tavola rotonda su Antonio Tabucchi all'Università di Siena.

Presentazione del trailer del film-documentario (in fase di realizzazione) Rua da Saudade 22 dell'Associazione culturale Dottor Cardoso. 

Vedi l'articolo sul "Corriere Fiorentino" del 17 febbraio 2015

Su RAI Scuola -Terza pagina del 28 febbraio 2015 l'intervista ai realizzatori del video-documentario

2014: Sostiene Pereira compie 20 anni. Pubblicato per la prima volta nel 1994 dall'editore Feltrinelli, vinse, tra i molti premi, anche il "Campiello" e il "Viareggio". Il regista Roberto Faenza nel 1995 ne trasse il film omonimo, con Marcello Mastroianni come protagonista.

 

2013: È uscito il volume Dietro l'arazzo. Conversazioni sulla scrittura, a cura di Luca Cherici, pubblicato da Perrone Editore.

2013: È uscita la raccolta di saggi Adamastor e dintorni - In ricordo di Antonio Tabucchi. Con un frammento inedito, a cura di Valeria Tocco, Pisa, ETS. Con interventi di Valeria Bertolucci Pizzorusso, Giorgio Bertone, Eugenio Buonaccorsi, Remo Ceserani, Francesco De Nicola, Roberto Francavilla, Francesco Guazzelli, Giuseppe Marcocci, Alessandro Martinengo, Bruno Mazzoni, Blanca Periñán, Thea Rimini, Salvatore Settis, Luigi Surdich, Valeria Tocco, Silvia Zangrandi.

Per Isabel copertina9 ottobre 2013: esce in libreria Per Isabel, romanzo inedito di Tabucchi, dall'editore Feltrinelli.

Anna Dolfi ha analizzato l'opera in un saggio dal titolo Isabel, o della 'lunga' notte, pubblicato sulla rivista portoghese "Estudos Italianos em Portugal", Nova Série, 8, 2013.

25 settembre 2013: esce in libreria Sosteneva Tabucchi, a cura di Luca Ricci, pubblicato da Felici Editore.
Contiene racconti di Marco Malvaldi, Ugo Riccarelli, Luca Ricci, Athos Bigongiali, Alessandro Scarpellini, Sergio Costanzo, Matteo Pelliti, Alessandro Agostinelli e una testimonianza inedita di Ugo Riccarelli.

 

 

 

Il 23 settembre 2013 Tabucchi avrebbe compiuto settant'anni. Vecchiano, il paese natale dello scrittore, lo ricorda con una giornata a lui dedicata. Inoltre, la Biblioteca Comunale verrà intitolata allo scrittore.

 

 

 

 

settembre 2013: esce Isabella e l'ombra, racconto inedito di Tabucchi pubblicato da Vittoria Iguazu Editora. Illustrazioni di Isabella Staino.

aprile 2013: è uscita postuma la raccolta di saggi alla quale Tabucchi stava lavorando da tempo, in collaborazione con Anna Dolfi: Di tutto resta un poco. Letteratura e cinema, a cura di Anna Dolfi, editore Feltrinelli.
Anna Dolfi racconta la genesi del libro ed il lavoro con Tabucchi in due videopresentazioni: su RAI Letteratura e per la rivista "Arabeschi".

 

 

 

 

marzo 2013: Andrea Bajani ha dedicato il suo ultimo romanzo, Mi riconosci, a Tabucchi. Pubblicato da Feltrinelli, è uscito in occasione del primo anniversario della scomparsa.

marzo 2013. Il terzo numero della rivista NARRAZIONI (1° semestre 2013) è dedicato a Tabucchi: «La scrittura è la mia voce». Ad Antonio Tabucchi, un anno dopo. A cura di Vito Santoro.
Contiene articoli di Giu­seppe Panella, Eleo­nora Conti, Anto­nio R. Daniele, Stefano Lazzarin, Nives Trentini, Marianna Comitangelo, Serena Di Lecce, Anna Dolfi.

 

marzo 2013: L'Archivio Tabucchi è stato recentemente donato dagli eredi alla Bibliothèque Nationale de France di Parigi (vedi il comunicato stampa della BNF).
Il Fondo, da catalogare, comprende manoscritti dei romanzi e racconti pubblicati da Tabucchi, testi inediti, appunti, corrispondenze.

2012: È uscito il volume Una giornata con Antonio Tabucchi, presso l'editore Cavallo di Ferro.
Dacia Maraini, Paolo Di Paolo, Romana Petri e Ugo Riccarelli raccontano Antonio Tabucchi attraverso racconti inediti, lettere, testimonianze, conversazioni. Con un'intervista ad Antonio Tabucchi di Carlos Gumpert.

 

 

 

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Crediti

  • Realizzazione tecnica e contenuti del sito a cura di Nicole Chatard.
  • Direzione scientifica: Anna Dolfi (Università degli Studi di Firenze).
  • Si ringrazia per le indicazioni bibliografiche: Walter Scancarello e i bibliotecari della Biblioteca Umanistica dell'Università di Firenze.
  • Si ringrazia per la disponibilità e la cortesia: Maria José de Lancastre, moglie dello scrittore, che oltre ad aver fornito le foto della Galleria fotografica, ha rivisto e ampliato le voci della sezione Biografia (Cronologia della vita e Premi).

 

  • In rete dal: 22 aprile 2014.
  • Aggiornamento: aprile 2020.

 

Il sito nasce da un'idea di Anna Dolfi, che ha dedicato numerosi studi all'opera di Tabucchi. Con il consenso ed il contributo della moglie dello scrittore, Maria José de Lancastre, il sito è stato interamente realizzato da Nicole Chatard all'interno di uno studio per la propria tesi di laurea, a metà fra la teoria e la pratica, sui siti internet dedicati alla letteratura.

Il sito si propone di raccogliere e organizzare, con aggiornamenti periodici, i dati su Antonio Tabucchi relativi alle opere e alla critica, le notizie, i contenuti multimediali, i materiali inediti, con la speranza di essere un utile strumento per studiosi, specialisti, studenti e amatori.

I materiali possono essere liberamente consultati e fruiti per scopi di studio.

Per la compilazione delle sezioni del sito tutte le opere di Tabucchi, le interviste e la bibliografia critica ci sono state utili. 

 

[Si può citare la fonte secondo l'esempio:

Nicole Chatard, Bibliografia delle opere > Narrativa, in Antonio Tabucchi.it, ultimo aggiornamento: 13 marzo 2014, URL: <www.antoniotabucchi.it/index.php/opere/narrativa>, data di consultazione: 25 marzo 2014]

 

 

 

Per segnalazioni di eventi, nuove pubblicazioni, di dati errati o mancanti,

per suggerimenti e comunicazioni potete scriverci a:

 

 

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